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Un incontro decisivo
A questo punto, sempre con il mio "angelo custode" alle
spalle, Il M° Alfredo de Ninno, iniziai la frequenza ad altri
corsi primo fra tutti quello dell'armonia con il M° Ferdinando
Ferdinandi, un tecnico di formidabile valore dal quale appresi in
modo chiaro ed inequivocabile i primi erudimenti della composizione.
Con lui feci anche gli esami di armonia complementare ma dopo il
"compimento inferiore" egli chiamò mio padre per
una importante comunicazione. Tutto mi sarei aspettato meno il sentirmi
dire che mi avrebbe abbandonato perché secondo lui era venuto
il momento di mettermi nelle mani di un grande compositore che valorizzasse
le mie qualità naturali.
Questo provocò un incontro fondamentale della mia vita,
quello con il M° Armando Renzi, Titolare della Cattedra di Composizione
presso il Conservatorio di S.Cecilia.
Con il M° Renzi mi abbeverai alla più genuina fonte
del "sapere musicale" iniziando a vivere anche materialmente
con lui ed imparando il mestiere dal "bottegaio", come
suol dirsi. Le lezioni altro non erano che il vederlo impegnato
nel comporre e poter carpire i segreti della sua musicalità.
Questi furono gli anni più belli nei quali compresi che
stavo vivendo vicino ad un autentico genio capace di esprimersi
come pianista, organista, compositore, direttore d'orchestra e direttore
di coro in maniera superlativa. Ero annichilito dalla sua bravura
e pensai che mai avrei raggiunto un tale livello.
Di carattere burbero e severo era sostanzialmente un "buono"
di natura e riversava sugli alunni il meglio di se stesso, anche
se a volte con una certa brutalità. Ricordo che spesso dopo
avermi criticato e distrutto un compito tanto da farmi sentire un
inetto e un incapace, cambiando tono della voce mi diceva: "vuole
correggerla e poi metterla in lucido?" Queste annotazioni ancora
oggi le conservo in un vecchio quaderno fonte per me di incancellabili
ricordi. Tra questi vorrei citare quello di un lontano Natale.
Mi aveva assegnato per compito un corale da armonizzare a 4 voci.
Bene, cercai di farlo al meglio e quando incominciò a leggerlo
tremavo come una foglia al pensiero del suo severo giudizio. Terminata
la lettura si alzò e con noncuranza mi disse: "a Natale
venga in S. Pietro e sentirà il suo corale". Che emozione
quando entrando in questa celeberrima Chiesa sentii la Cappella
Giulia della quale era il Direttore intonare la musica che avevo
composto. Mi sentii andare per terra! Per diversi anni vissi così
a stretto contatto con lui che potrei raccontare moltissimi altri
aneddoti su questo straordinario ed eclettico musicista.
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