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Una scelta difficile
La contemporaneità dei due ordini di studi per me era una
gran sofferenza; soprattutto quello umanistico mi era di peso, studiavo
a fatica e controvoglia. Materie come il latino, il greco, la filosofia
mi erano troppo ostiche in confronto alla musica che invece eseguivo
sulla tastiera con molta più facilità e naturalezza.
L'unica materia che studiavo con interesse era la Storia dell'Arte.
La mira di mio padre era chiara: la conquista della maturità
classica poi l'Università ed infine un impiego al di fuori
della musica possibilmente in campo tecnico.
Avuto questo sentore cominciai spontaneamente a rifiutare l'idea
tanto da tralasciare lo studio di scuola andando incontro ad infausti
risultati che, ripetuti più volte, costrinsero mio padre
a rivedere le sue posizioni mettendomi di fronte alle responsabilità
della vita: "Vuoi fare il musicista?" fu il suo laconico
discorso, "allora dovrai arrangiarti da solo perché
in quel campo io non potrò aiutarti".
Messo così alle corde, seppure con un poco di timore, non
ci pensai neppure due volte ed immediatamente mi tuffai nello studio
della musica con una passione ed energia che presero tutto il mio
essere. Era ciò che volevo fare.
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