Home >> Biografia >> Capitolo 5

 

Una grande occasione


Dopo questa prima esperienza pubblica il Maestro convince mio padre a portarmi a sentire un concerto di un grande pianista russo di passaggio a Roma, concerto che si svolgeva in una sala adiacente alla mia abitazione presso la Chiesa Argentina.

Il sentire un pianista di quella fatta fu per me un'esperienza davvero esaltante e quando rientrammo ricordo vagamente che il M° De Ninno formalizzò un invito a casa nostra per il pianista affinché potesse dare un giudizio sulla mia propensione alla musica (ma questo lo seppi più tardi).

Suonai davanti a lui. Tutto andò bene ed il pianista chiese a mio padre di portarmi via dall'Italia per iniziare una carriera concertistica con lui. Egli, che già vedeva nella musica una situazione di instabilità futura e di probabili difficoltà nell'inserimento del mondo del lavoro molto lontana dal Suo mondo di ingegnere, non mi permise di fare ciò e cosi rimasi a Roma senza rimpianti, anche perché a quell'età non potevo capire assolutamente la portata della proposta.

Il M° De Ninno non comprese bene il rifiuto di mio padre e pur accettandone la decisione optò, più tardi, per il sucessivo salto di qualità. Risale ad allora il mio incontro con la Prof.ssa Italia Improta, docente di solfeggio, e la Prof.ssa Rina Rossi, docente di Pianoforte principale presso il Conservatorio di S.Cecilia in Roma.

Entrai subito in un ordine di studio diverso. Tuttavia mio padre mi "costrinse" a seguire gli studi classici ritenendo la preparazione umanistica di rilevante importanza.

 

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