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Una grande occasione
Dopo questa prima esperienza pubblica il Maestro convince mio padre
a portarmi a sentire un concerto di un grande pianista russo di
passaggio a Roma, concerto che si svolgeva in una sala adiacente
alla mia abitazione presso la Chiesa
Argentina.
Il sentire un pianista di quella fatta fu per me un'esperienza
davvero esaltante e quando rientrammo ricordo vagamente che il M°
De Ninno formalizzò un invito a casa nostra per il pianista
affinché potesse dare un giudizio sulla mia propensione alla
musica (ma questo lo seppi più tardi).
Suonai davanti a lui. Tutto andò bene ed il pianista chiese
a mio padre di portarmi via dall'Italia per iniziare una carriera
concertistica con lui. Egli, che già vedeva nella musica
una situazione di instabilità futura e di probabili difficoltà
nell'inserimento del mondo del lavoro molto lontana dal Suo mondo
di ingegnere, non mi permise di fare ciò e cosi rimasi a
Roma senza rimpianti, anche perché a quell'età non
potevo capire assolutamente la portata della proposta.
Il M° De Ninno non comprese bene il rifiuto di mio padre e
pur accettandone la decisione optò, più tardi, per
il sucessivo salto di qualità. Risale ad allora il mio incontro
con la Prof.ssa Italia Improta, docente di solfeggio, e la Prof.ssa
Rina Rossi, docente di Pianoforte principale presso il Conservatorio
di S.Cecilia
in Roma.
Entrai subito in un ordine di studio diverso. Tuttavia mio padre
mi "costrinse" a seguire gli studi classici ritenendo
la preparazione umanistica di rilevante importanza.
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